Andrea Panarelli

Andrea_PanarelliChi ha avuto un forte trauma personale e chi ha subito una catastrofe hanno un senso del tempo completamente differente rispetto la norma. Per loro il tempo si snoda in due direzioni opposte: dietro l’evento e dopo l’evento. Ciò determina delle conseguenze decisive. Prima c’è il sogno, la gioia; dopo si vive in una condizione di attesa della ripetizione dell’evento, così il tempo residuo sembra indebitamente conquistato, rubato, grattato attimo per attimo al tempo dopo, al tempo futuro. E’ un tempo di scampati, che si chiedono per quale merito misterioso siano stati graziati, mentre parenti e amici gli sono stati sottratti. Per chi rimane qualsiasi quantità di tempo diventa prezioso, così, nella ripresa del paradosso di Zenone, con una conta millimetrica prima della prossima volta, si vive un tempo omeopatico, sottratto e distillato attimo per attimo all’evento che è stato, in questo caso il terremoto dell’Aquila, ma potrebbe ripetersi.

Questo è l’atteggiamento di Andrea Panarelli che dipinge febbrilmente il viso del figlio ventinove volte. Questo tempo è troppo breve affinché si possano registrare delle variazioni, finanche nel mutevole viso di un adolescente. Quindi questi volti mostrano più veracemente un altro volto, quello del padre, che attraverso queste variazioni su un tema si specchia nel volto del figlio, e ci fa apprendere molto su di lui. Questi ritratti non sono l’album di un volto, ma sono il diario della mano che li ha realizzati, e attraverso questo meraviglioso sismografo dell’anima, le variazioni nel rapporto padre/figlio, trova il modo appuntare delle note sempre differenti nel quaderno dell’affetto, e di augurare un futuro senza parcellizzazioni traumatiche, una vita senza catastrofi.

Siamo di un tempo fragile. I ritratti di Andrea Panarelli ci parlano di differenze troppo veloci perché possano essere (an)notate, allora ci parlano della contesa dell’attimo e dell’eterno, la contesa dei Futuristi, di Rembrandt che ritrae la sua compagna Saskia, di Monet che compete con i riflessi. Ci parla di noi, che possiamo essere scorti solo in una visione fuggitiva dall’occhio dell’eternità, e che siamo visibili solo mentre tremiamo di apparenze. Volatili come l’Aquila.

Paolo Aita

Particolare di “ri-flessi, aspettando il prossimo plenilunio” 29 ritratti, olio su tela 21x25 ciascuno, 2014

Particolare di “ri-flessi, aspettando il prossimo plenilunio” 29 ritratti, olio su tela 21×25 ciascuno, 2014

Andrea Panarelli

Classe 1975, nato a Zurigo ed un’infanzia vissuta tra la Svizzera e l’Italia, gioca    con   i   complicati    meccanismi   e   paradossi     della   visione. Studi  in  The Florence Academy  of  Art, la pittura  la  sua  prima  grande passione è affiancata da installazioni e video. Il paesaggio – fisico, mentale ed emozionale – il cinema, la società, la propria storia personale e familiare diventano  nelle sue mani  elementi  da modificare  per rileggere  la realtà.

Mostre personali:

  • 2014 “ATTO NULLO /NULL&VOID”
    Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo
    Palazzo Cappa Camponeschi, centro storico L’Aquila
    Appartamento periferico, L’Aquila
    a cura di Domenico Spinosa
  • 2013 “ART IN ACT 001”
    Roseto degli Abruzzi, Teramo
  • 2012 “IOLIQUIDO”
    L’Aquila
    a cura di Camilla Boemio

Mostre collettive:

  • 2014 “CENA D’ARTISTA”
    Palazzetto dei Nobili L’Aquila
  • 2013 “ CENA D’ARTISTA”
    Store 2011 L’Aquila
  • 2012 “TROUBLING SPACE”
    Pievebovigliana(MC)
    a cura di Camilla Boemio
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0

Commenti

  1. […] 06/12/2014 al 02/01/2015Spazio MenexaVia di Montoro, 3 – RomaOrario 10-19 Lun VenIngresso libero[w] http://www.ventinovegiorni.it/eventi/andrea-panarelli/ Inserimento effettuato il 6 dicembre 2014 da […]